Comprendere la propria solitudine può aiutare a conoscere veramente se stessi , a capire che cosa ci aspettiamo dagli altri e dai nostri rapporti con loro, e può offrire una prospettiva nuova da cui guardare ciò che circonda..
Che cos’è la solitudine?
Sembra oggi apparentemente una malattia da cui tutti dobbiamo fuggire, forse perché sempre più sentiamo la condanna di doverla vivere e nello stesso tempo la speranza di poter ritrovare in essa momenti di intimità con noi stessi. È proprio questo il paradosso che la solitudine diventa condizione psicologica.
E' uno dei tanti paradossi della nostra società. Viviamo nell'era della tecnologia, della comunicazione globale, nell'era di internet che ci permette in un solo istante di metterci in contatto con chiunque in qualsiasi parte del nostro pianeta.
La solitudine e' una sofferenza, ma anche una risorsa Come cantava Gaber «e' indispensabile per star bene in compagnia»:coltivare il dialogo interiore, prendere coscienza del se' piu' autentico, diventa una forma di autoterapia
Un sondaggio condotto dall'Associazione italiana di psicologia applicata rivela che, su un campione di 1.000 soggetti, il 29 per cento ammette di sentirsi " solo". Perché una percentuale così alta? Cerchiamo di capirlo insieme agli esperti.
NEW YORK Chi è solo avvelena anche te: digli di smettere. Ci vorrebbe una pubblicità progresso politicamente scorretta per estirpare l' ultimo frutto del logorio della vita moderna: la solitudine.
Spesso ci si sente abbandonati anche se gli amici non mancano. Perché la solitudine è uno stato d'animo che può essere indotto non solo dalla mancanza di affetti, ma anche da moltissime altre variabili
In coppia
Forse mai come in questi ultimi dieci anni si è parlato di comunicazione, di scambi, di interattività, e forse mai come a partire dalla seconda metà del XX secolo si è tanto sentito parlare anche di solitudine e di isolamento.
Vuoi essere felice? Coltiva le relazioni con gli altri!
Avere delle relazioni gratificanti con gli altri è uno dei segreti per avere una vita felice e piena di soddisfazioni.
Molte ricerche condotte nell'ambito della psicologi sociale, hanno evidenziato che chi ha una vita affettiva e relazionale soddisfacente, non solo è molto più felice, ma, ha anche un salute migliore e vive più a lungo.
E chi, invece, ha con gli altri dei rapporti solo superficiali?
Molte donne si fanno prendere dall'ansia all'idea di passare una sera a casa, senza nessuno.
Ma stare in compagnia di se stesse può essere piacevole
Quasi quattro milioni di italiani si sentono spesso o sempre soli. Lo indica un'indagine di Telefono Amico
Telefono Amico Italia ha presentato i dati e la sintesi dell’indagine demoscopica «Gli italiani, il disagio e la solitudine», realizzata nel marzo 2008 su un campione rappresentativo di 1.001 italiani, curata da Enrico Finzi, sociologo e presidente di Astra Ricerche, con il contributo di Nokia, e ha illustrato obiettivi e attività del progetto «Osservatorio sul Disagio Emozionale».
L'idea dell'innamoramento guidato dalle pulsioni forti e incontenibili sembra essere in declino tra i ragazzi d'oggi.
C’è un luogo comune che afferma che l’uomo nasce libero e che poi piano piano s’incatena attraverso i condizionamenti sociali. Quest’illusione di libertà si perde pian piano, di mano in mano che aumentano le responsabilità (la crescita) gli impegni, i progetti di un ideale di vita. Quindi la socializzazione e la politica può concorrere a questa fuga dalla libertà.
Relazione del Dott.Nano Direttore Dipartimento salute mentale Sud - (Novara -Galliate)
L’attività del Tavolo “La Comunità che guarisce”, anche nel corso di quest’ultimo anno, si è articolata in diverse iniziative, il cui comune denominatore è stato, a mio avviso, il tentativo di affrontare un tema spesso trascurato dai manuali classici di psichiatria o dalle relazioni degli amministratori sull’assistenza psichiatrica: la solitudine.
L’isolamento emotivo o quello sociale possono determinare uno dei “mali” psicologici più difficili da contrastare
Estratto dalla trascrizione del meeting del 28 agosto 2008 a Rimini "Non siamo fatti per essere soli"
Il Prof. Borgna è Primario emerito di Psichiatria presso l'Ospedale Maggiore di Novara e libero docente in Clinica delle malattie nervose e mentali all'Università degli Studi di Milano,
Lunedì 26 ottobre il neuroscienziato di origini siciliane John Cacioppo, direttore del Center for Cognitive and Social Neuroscience all'Università di Chicago, ha parlato di solitudine nella sua Lectio magistralis che si è svolta nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale.
Le persone sole subiscono una riduzione funzionale di specifiche aree cerebrali che le rende «insensibili».American Association for Advancement of Science

La solitudine fa diventare «insensibili» (Foto Grazia Neri